Premessa
Il mercato del lavoro contemporaneo è sempre più orientato verso la ricerca di competenze specialistiche e flessibili. In questo contesto, la figura del temporary manager si è affermata come risposta efficace alle esigenze di aziende che necessitano di professionalità elevate per progetti specifici e di durata limitata.
Ma quale contratto applicare a questa figura così peculiare?
Chi è il Temporary Manager?
Il temporary manager è un professionista altamente qualificato, chiamato a gestire incarichi a termine legati a progetti particolari: dall’apertura di una nuova filiale, al lancio di un reparto, fino alla gestione di situazioni di crisi o alla copertura temporanea di ruoli strategici vacanti.
Si tratta di una figura-ponte, con mandato preciso e obiettivi misurabili, che entra in azienda per un tempo definito con l’unico scopo di portare a termine una missione.
Le caratteristiche principali del temporary manager sono:
Durata limitata dell’incarico
Elevate competenze specialistiche in ambiti strategici (ristrutturazioni, change management, internazionalizzazione, IT, processi)
Obiettivi specifici svincolati da ruoli aziendali tradizionali
Autonomia decisionale e operativa
Questa autonomia, tuttavia, rende delicata la gestione contrattuale del rapporto, soprattutto quando il manager è chiamato a prendere decisioni, gestire reparti o coordinare persone.
Quale contratto applicare al Temporary Manager?
Non esiste una disciplina normativa specifica per il temporary manager. Di conseguenza, nella prassi si ricorre a diverse soluzioni contrattuali, da valutare caso per caso in base alle esigenze dell’azienda e del professionista.
1.
Questa soluzione è indicata quando il manager opera con vincoli gerarchici e viene inserito nell’organigramma aziendale.
È particolarmente adatta per figure dirigenziali, anche in regime part-time, e presenta vantaggi per entrambe le parti:
L’azienda può evitare i limiti di contingentamento previsti per i contratti a termine, purché la durata non superi i cinque anni (art. 29 D.Lgs. 81/2015).
Il manager mantiene la continuità della propria posizione previdenziale come lavoratore subordinato.
2.
Si utilizza quando il manager agisce in piena autonomia, senza vincolo di subordinazione.
È la soluzione tipica per i liberi professionisti iscritti a una Cassa previdenziale o alla Gestione separata INPS, che preferiscono mantenere la propria posizione previdenziale da autonomi.
3.
Previsto dall’art. 2 c. 2 D.Lgs. 81/2015 e art. 409 n. 3 c.p.c., si applica quando è richiesto un coordinamento minimo con l’organizzazione del committente, ma senza subordinazione.
4.
Esistono società specializzate che mettono in contatto temporary manager e aziende.
Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione agli aspetti contrattuali per evitare il rischio di incorrere nel reato di intermediazione illecita di manodopera, dal momento che le società che mettono a disposizione i manager devono avere le autorizzazioni richieste dalla legge (art. 4 D.Lgs. 276/2003).
Qual è la soluzione migliore per i Temporary Manager?
Non esiste una risposta univoca. La scelta dipende da:
Tipo di attività richiesta al manager
Posizione previdenziale acquisita dal professionista
Un libero professionista difficilmente accetterà un contratto subordinato, mentre un manager prossimo alla pensione con una carriera da dipendente potrebbe preferire un inquadramento a termine come lavoratore subordinato.
La valutazione va fatta caso per caso.
Riferimenti normativi
Rapporto di lavoro a termine per dirigenti: art. 29 c. 2 lett. a D.Lgs. 81/2015, anche in forma part-time, con deroghe sull’orario di lavoro (art. 17 c. 5 lett. a D.Lgs. 66/2003) e possibilità di contratto misto (art. 17 L. 203/2024).
Lavoro autonomo: art. 2222 c.c. e disciplina previdenziale specifica per ogni professione regolamentata (da albi o registri professionali).
Professioni non regolamentate: L. 4/2013, che definisce le attività economiche svolte senza iscrizione ad albi o collegi, con obbligo di indicare il riferimento normativo nei documenti contrattuali.
Attenzione agli accordi
La coesistenza di lavoratori subordinati e autonomi nella stessa organizzazione è possibile solo con accordi chiari che garantiscano:
Libertà di azione e flessibilità organizzativa per il collaboratore autonomo
Rispetto delle esigenze di coordinamento, come richiesto anche dalla recente giurisprudenza (Cass. civ. sez. lav. 7 ottobre 2024, n. 26138)
Conclusione
La scelta del contratto per il temporary manager deve essere attentamente calibrata sulle esigenze specifiche del progetto e sulle caratteristiche professionali del manager.
Solo così si potrà valorizzare questa figura strategica, garantendo nel contempo la conformità normativa e la tutela di tutte le parti coinvolte.








Scrivi un commento