Premessa
L’Unione Europea ha ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento sull’Intelligenza Artificiale, noto come “AI Act”. Questo provvedimento legislativo rappresenta il primo tentativo al mondo di regolamentare l’intelligenza artificiale (IA) in modo orizzontale, con l’obiettivo di creare un quadro giuridico che promuova un’IA antropocentrica e garantisca la tutela dei diritti fondamentali degli individui. Il Regolamento mira a bilanciare la protezione dei cittadini dagli effetti potenzialmente dannosi dell’IA con la promozione della fiducia nei consumatori e la diffusione di queste tecnologie.
Contenuto e Obiettivi del Regolamento AI Act
L’AI Act entrerà in vigore con un approccio graduale:
- 1° novembre 2024: Identificazione e notifica alla Commissione Europea dell’Autorità pubblica nazionale per la tutela dei diritti fondamentali da parte di ciascuno Stato membro.
- 1° febbraio 2025: Applicazione delle disposizioni riguardanti l’ambito di applicazione, le definizioni e i sistemi di IA vietati considerati a rischio inaccettabile.
- 1° agosto 2025: Applicazione delle disposizioni relative ai modelli di IA ad uso generale, incluse le norme su sanzioni e governance a livello UE.
- 1° agosto 2026: Entrata in vigore delle altre disposizioni, ad eccezione di quelle per i sistemi di IA ad alto rischio, che si applicheranno dal 1° agosto 2027.
Il Regolamento, AI Act, riguarda un’ampia gamma di soggetti tra cui:
- fornitori di sistemi IA
- utenti
- importatori
- distributori
- produttori
- rappresentanti autorizzati
Sono previste eccezioni per attività di ricerca e sviluppo in ambito scientifico, militare, di difesa o di cooperazione internazionale, purché vengano adottate adeguate garanzie per i diritti fondamentali.
Portata Extraterritoriale e Approccio Risk-Based dell’AI Act
Analogamente ad altri regolamenti dell’UE come il GDPR, l’AI Act ha una portata extraterritoriale. Le disposizioni si applicano a chiunque immetta sistemi di IA nel mercato europeo, anche se stabilito al di fuori dell’UE. Inoltre, è obbligatoria la nomina di un rappresentante autorizzato nell’UE.
Il Regolamento adotta un approccio basato sul rischio, classificando i sistemi di IA in base al livello di rischio per i diritti fondamentali degli individui. La classificazione include:
- rischio inaccettabile,
- rischio elevato,
- rischio limitato,
- modelli ad uso generale a rischio sistemico e
- rischio minimo.
I sistemi a rischio inaccettabile, come quelli per il social scoring o la manipolazione cognitiva, saranno vietati a partire dal 1° febbraio 2025, con alcune eccezioni condizionate da garanzie specifiche.
Requisiti per i Sistemi di IA
I fornitori di sistemi di IA ad alto rischio, dal 1° agosto 2027, dovranno rispettare numerosi obblighi, tra cui :
- la gestione del rischio,
- la governance dei dati,
- la supervisione umana e
- la sicurezza informatica.
Dovranno inoltre redigere documentazione tecnica, mantenere registri e garantire la trasparenza.
Gli utenti di tali sistemi avranno obblighi meno stringenti, ma dovranno comunque adottare misure tecniche e organizzative adeguate.
Governance e Sanzioni
La governance prevede l’istituzione di organismi come l’Ufficio AI dell’UE, il Consiglio dell’AI e le Autorità di vigilanza nazionali.
Le violazioni del Regolamento saranno soggette a sanzioni significative, fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale annuo.
Promozione dell’Innovazione
Il Regolamento include disposizioni per favorire l’innovazione, specialmente per le PMI. Queste misure comprendono l’accesso prioritario alle sandbox normative, formazione sulla legge sull’IA e documentazione semplificata per i fornitori di sistemi di IA ad alto rischio.
L’AI Act segna un passo cruciale nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, stabilendo un equilibrio tra la protezione dei diritti fondamentali e la promozione dell’innovazione tecnologica.








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