Premessa

Già solo 10 anni fa, non era immaginabile l’enorme progresso tecnologico che avrebbe caratterizzato il ventunesimo secolo, portando alla nascita di nuovi rapporti di lavoro. Tra questi, uno dei più emblematici è rappresentato dagli influencer, figure professionali che utilizzano il web e i social network per raggiungere un vasto pubblico e promuovere prodotti e servizi.

Definizione di Influencer

La definizione di influencer è relativamente recente, risalente solo al 2017, e identifica un “personaggio di successo, popolare nei social network e seguito dai media, capace di influire sui comportamenti e le scelte di un determinato pubblico”. La crescente importanza di questa figura ha posto la questione di come inquadrare giuridicamente il rapporto di lavoro che intercorre tra l’influencer e le aziende.

Pronuncia del Tribunale di Roma

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 2615 del 4 marzo 2024, ha affrontato per la prima volta in maniera approfondita il tema dell’inquadramento contrattuale dell’influencer. La controversia riguardava una società che vendeva integratori alimentari online, utilizzando influencer per la promozione dei prodotti. La Fondazione Enasarco aveva classificato questi rapporti di lavoro come contratti di agenzia, con tutte le relative implicazioni normative, tra cui l’obbligo di contributi e indennità.

Le Argomentazioni Contrapposte

La società ha contestato questa classificazione, sostenendo che l’attività degli influencer non presentava le caratteristiche tipiche dei contratti di agenzia. In particolare, ha evidenziato la mancanza di stabilità del rapporto, l’assenza di una specifica area geografica di operatività, l’assenza di rapporti diretti con i clienti finali, e la libertà degli influencer di pubblicare contenuti senza vincoli di tempo o obiettivi predefiniti. Inoltre, la società ha sostenuto che l’attività degli influencer fosse più compatibile con contratti d’opera intellettuale o collaborazioni parasubordinate, come previsto dall’art. 2 del d.lgs. 81/2015 e dall’art. 409, n. 3, c.p.c.

Di contro, la Fondazione Enasarco ha argomentato che tale attività costituisse una vera e propria promozione di vendita, con compensi legati agli ordini procurati. Questa attività, secondo Enasarco, rientrava nella definizione di contratto di agenzia, ex art. 1742 c.c., poiché gli influencer potevano anche concedere sconti sui prezzi di listino.

La Sentenza

Il Tribunale di Roma ha accolto le argomentazioni della Fondazione Enasarco, qualificando i rapporti come contratti di agenzia. La decisione si è basata su vari elementi, tra cui l’impegno degli influencer a promuovere i prodotti in cambio di una provvigione per ogni ordine andato a buon fine, la durata illimitata degli obblighi contrattuali e il vincolo di stabilità, dimostrato attraverso i registri delle provvigioni. Il Tribunale ha anche equiparato la comunità di followers degli influencer a una zona territoriale di vendita, tipica dell’agente di commercio.

Implicazioni e Criticità

Questa sentenza rappresenta un punto di svolta per l’inquadramento giuridico degli influencer. Tuttavia, solleva anche diverse criticità interpretative. In particolare, si discute se l’attività promozionale degli influencer possa essere sempre equiparata a quella degli agenti di commercio, considerando che gli influencer non si rivolgono individualmente ai clienti e che gli ordini possono derivare dalla conoscenza pregressa dei prodotti da parte dei consumatori.

Conclusioni

La pronuncia del Tribunale di Roma offre spunti pratici per l’inquadramento giuridico degli influencer, ma sottolinea anche la necessità di un continuo adattamento delle normative. Per le aziende, diventa fondamentale valutare attentamente i contratti con gli influencer, considerando non solo la forma, ma anche il concreto contenuto del rapporto, per prevenire rischi legali e finanziari.

In un contesto di evoluzione costante, il ruolo degli interpreti del diritto (avvocati, consulenti del lavoro, etc.) diventa cruciale per garantire che le nuove forme di lavoro siano adeguatamente regolamentate, promuovendo al contempo l’innovazione e la tutela dei diritti.